giovedì 12 dicembre 2013

Caramelle per l'anima

Sono felice nelle budella. La felicità ha la forma di una mail. Il mio breve racconto Viaggiare viaggiando ha vinto il secondo premio al concorso di scrittura di Blablacar.it. Per la prima volta un mio scritto riceve un premio ed io sono felice come un bambino rimasto solo nell'unico grande negozio di caramelle di tutta la città.

Viaggiare viaggiando.

Il sole è brillante, l'asfalto bollente. Fine luglio milanese caldo e afoso.
L'utilitaria bianca sbuca dall'angolo in fondo alla via. Scendono, ci presentiamo, ripartiamo. Christine è una italo-francese sui cinquanta. Rilassata e paciosa con un sorriso largo ed accogliente. Helen è tedesca, 27 anni, slanciata, il viso delicato ed armonioso incornicia il profondo blu degli occhi grandi. Vive in Cina ed è fidanzata con un italiano di origine pakistana. Adoro la diversità e sono già innamorato di questa donna minuta che vive e si divide fra due continenti lontani di chilometri e passioni.
La lingua franca è l'inglese. Christine riposa sul sedile posteriore. Sono curioso e mi tuffo nella voglia di raccontare. Dentro la piccola utilitaria vedo la Cina. Dipinta e tratteggiata sul parabrezza, scolpita nel cielo, disegnata nei riflessi dello specchietto retrovisore.
Helen lavora come ricercatrice all'università di Shanghai. Dipartimento di sociologia.
Sono a Shanghai ed il traffico assassino e spregiudicato vortica, puzza e mi fa girar la testa. Investe un poveraccio in bici e dopo averlo insultato sgomma e sfreccia via. Ecco vedi l'arricchito, l'eroe del miracolo economico che sputa sulla vita. Siamo in riva al lago. Sta affogando e nessuno l'aiuta. Un peruviano si butta. Gli altri no. Penserebbero che è colpa tua se l'aiuti, non lo fare. Il lago immaginario davanti a me si ghiaccia come il mio cuore pensando alla tragedia culturale che si portano appresso. Dentro l'autobus affollato l'umanità è rumorosa e nessuno si cura di non recar danno, disturbo o fastidio. Faccio quello che mi pare, sembra urlare il ragazzo vestito alla moda con lo smart-phone super moderno segno distintivo da cittadino della grande metropoli, dove la bocca sta nascosta sotto la mascherina. Sempre. Non si può vivere a Shanghai se non hai la mascherina. L'aria è talmente inquinata da oscurare il cielo. Non ci si abbronza. A Shanghai non c'è il sole. È coperto dallo smog. Incredulo. Ti prego ora raccontami qualcosa di bello dell'immensa Cina. Le parole cadono lentamente come granelli di sabbia dentro ad una clessidra di curiosità. Paesaggi lontani sono un'immensa cartolina di colori e sfumature, suoni ed odori che passano e svaniscono. Gli occhi curiosi e luccicanti di questa mia compagna di viaggio lasciano intravedere il suo mondo, mentre mi racconta e si racconta lievito ed esco dalla scatoletta su ruote per volare sopra i cieli sconfinati della Cina. Mi metto la mascherina anti-smog e soffro del rumore del traffico asfissiante ma un attimo dopo sto ammirando il paesaggio ad acquarello in riva al lago, colorato dallo sbocciare dei mille fiori e profumi. Sono in un ingorgo di auto puzzolenti trasformato in un oasi di meraviglia con il viaggiare del cuore e della mente. Quando arriviamo mi spiace salutare le compagne del viaggio di un giorno. Grazie. Abbi cura di te. Un abbraccio di sconosciuti. Un momento di disinteressata, nuda, umanità.

4 commenti:

Duso22 ha detto...

Occhio al diabete per l'anima!
Bello Werner, finalmente altri tuoi scritti, in bocca al lupo!

CH4 ha detto...

WOW

Anonimo ha detto...

Mi piace il tuo modo di guardare alla vita e raccontarla, bravo Werner!
Pina

Anonimo ha detto...

Bravo